RAOUL MORETTI : “Harpness”, suoni d’arpa non convenzionali

Lucida follia ad alto tasso emotivo, per strumento a corda,
è questo, “Harpness”.  Muri di drones elettrici, armonizzazioni che non hanno paura della dissonanza più pura e gorghi sonici nero pece, capacità di risultare laterali rispetto a qualsiasi genere. La psichedelia, il folk, la musica classica contemporanea, il post rock più evocativo e minimale, la forma canzone, ora evocata, ora espressa direttamente.
Raoul Moretti -"Harpness"
Raoul Moretti -“Harpness”
Raoul Moretti, ha progressivamente costruito con gli anni, un percorso che abbandona i clichès legati alla musica strumentale per arpa a pedali e ha inventato un linguaggio fondato sull’improvvisazione non jazz, che ha una sua unicità assoluta a livello mondiale. Un suono denso, compatto, inquieto e profondamente “sensibile”, senza sovraincisioni, dove il romanticismo diviene “estetica del sublime”. Spazzate via new age, folk celtico e tentazioni classico-antiche, questa è semplicemente musica che ferisce l’anima e lascia la mente libera di viaggiare.
Avanguardia, intesa come invenzione e non come spauracchio che ha paura di generare, anche “nuove forme di bellezza”, autenticamente tali. Il fatto che dal vivo, gli spettacoli, siano sostenuti da proiezioni video generate in tempo reale, aggiunge fascino, ad un progetto, che, se col disco precedente (Harpscapes), ha avuto la possibilità di viaggiare per tre continenti, con questo, grazie anche ad una produzione esemplare, merita di fare di Moretti, il nome più importante della ricerca mondiale legata al suo strumento.
Numerosi i camei, Il contributo più ricorrente è quello di Michele Bertoni, a cui si affiancano Erica Scherl,Valerio Corzani, Marco Tuppo, Walter Demuru, Diego Soddu, Gianluca Porcu.
Per chi ama Dead Can Dance, Sigur Ros, Fennesz, Rafael Anton Irisarri. Klaus Schulze, Hawkwind, Underworld, Second Moon of Winter, Robert Fripp, David Torn.
Uno dei dischi più sorprendenti dell’anno e un manuale per chi cerca il ponte più impensabile, tra tradizione e geografie soniche futuribili.
Due tracce dell’album, sono state selezionate come colonna sonora per la mostra di Mirò che si terrà al Mudec di Milano, dal 25 Marzo prossimo, all’11 Settembre.
Negli ultimi mesi Raoul Moretti, tra un tour e l’altro (Italia, Svizzera, Belgio, Venezuela solo negli ultimi 6 mesi) sta svolgendo una intensa e diffusa attività musicale settimanale, portando la sua inusuale arpa elettrica in luoghi eterogenei e pubblici diversi ed intrecciando numerose collaborazioni: dal quartetto Nahui che reinterpreta il repertorio messicano e sudamericano, alle originali rivisitazioni delle poetiche di Gaber e Faber con il compagno di viaggio Gerardo Ferrara, dal duo con sonorità world con Beppe Dettori a quello con la flautista Angelica Perra, fino ai nuovi progetti con la cantante Stefania Secci, il chitarrista Dado Leo, i Northern Lights.  Inoltre dopo aver creato e dato vita alla prima edizione del festival internazionale Arpe del Mondo, con artisti provenienti da Messico, Argentina, Cile, ospiti nel Sud Sardegna, sta lavorando alla seconda edizione, prevista per  ottobre, ancora più originale e ricca di eventi,con importanti partner istituzionali esteri.